Piano Nazionale Sicurezza Stradale (PNSS) – ORIZZONTE 2020

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PNSS-2020

INTRODUZIONE

La sicurezza stradale in Italia, come in altri Paesi, è un problema di ampie dimensioni. I dati ISTAT attualmente disponibili ci permettono di osservare che nel decennio dal 2001 al 2010 si è registrata un’elevata riduzione del numero di vittime, pari a circa il 42%, e che il trend di riduzione del numero di morti è proseguito nel 2012 (-10,7% rispetto al 2010). Nonostante questo, il numero di morti rimane ancora molto elevato (3.653 morti nel 2012), così come il numero di feriti (264.716 nel 2012, -29,1% rispetto al 2001)

Con riferimento agli incidenti stradali avvenuti nel 2012, su 100 deceduti, 44 si muovevano su un’autovettura, 22 su un motociclo, 15 a piedi, 8 su una bicicletta, 3 su un ciclomotore e i restanti 8 suddivisi fra mezzi pesanti e altro. Particolarmente critica, in termini di trend nazionale ed in confronto agli altri Paesi europei, è la situazione delle due ruote motorizzate, con 944 morti, pari al 25.8% del totale.

La stima dei costi sociali dell’incidentalità per l’anno 2011, sommando il costo dell’incidentalità con danni alle persone (20,39 miliardi di euro) e i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (7,06 miliardi di euro), è pari a circa 27,45 miliardi di euro.

Confrontando la situazione italiana con quella di Paesi, come la Svezia e l’Olanda, con i migliori livelli di sicurezza, si evince come i margini di miglioramento siano ancora ampi. L’Italia presenta, infatti, un tasso di mortalità (numero di vittime per milione di abitanti) che è ancora quasi doppio rispetto a quello svedese o olandese.

E’ quindi fondamentale continuare a lavorare in maniera coordinata su tutti i fronti, al fine di raggiungere livelli di sicurezza sempre più elevati ed in linea con quelli dei migliori in Europa.

Le problematiche da affrontare sono molto complesse, di tipo multisettoriale e multidisciplinare, e richiedono una pianificazione strategica efficace a livello nazionale. Questa strategia deve includere i requisiti di sicurezza di tutti gli utenti della strada e coinvolgere tutte le parti interessate (organi di governo, enti di ricerca, settore privato, organizzazioni non governative, mezzi di comunicazione e, in generale, utenti finali) attraverso attività di concertazione.

Il Codice della Strada (Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285) prevede (Articolo 1 – comma 3) che “al fine di ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali e in relazione agli obiettivi e agli indirizzi della Commissione Europea, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti definisce il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”. L’Articolo 32 della Legge 144 del 17 maggio 1999 ha istituito il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, definendone ambito, articolazione, strumenti attuativi e linee guida.

Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, sviluppato per il periodo 2001-2010, assumeva, sulla base delle indicazioni della Commissione Europea, l’obiettivo di ridurre del 50% entro il 2010, il numero delle vittime di incidenti stradali.

Per raggiungere questo obiettivo, il Piano prevedeva dei criteri di riferimento generali:

  • concentrare gli interventi per il miglioramento della sicurezza stradale sulle situazioni di massimo rischio;
  • estendere il campo di applicazione degli interventi per la sicurezza stradale, promuovendo misure di tipo innovativo in diversi settori;
  • favorire un più stretto coordinamento tra i diversi livelli e settori della Pubblica Amministrazione competenti in materia di sicurezza stradale;
  • creare una rete di strutture tecniche coerenti con la natura e l’ampiezza degli obiettivi da raggiungere;
  • promuovere un maggiore coinvolgimento del settore privato nel campo del miglioramento della sicurezza stradale attraverso accordi di partenariato tra soggetti pubblici e privati.

Il PNSS 2001-2010 individuava interventi da attuare a breve termine (c.d. “Azioni di Primo Livello”), per ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali attraverso la rimozione dei fattori di rischio, e una serie di Programmi per svolgere un’azione sistematica a più lungo termine, di miglioramento dei sistemi infrastrutturali e della mobilità, attraverso l’azione concertata dei vari soggetti competenti (c.d. “Azioni di Secondo Livello”).

Il Piano ha contribuito in maniera significativa al quasi completo raggiungimento degli obiettivi prefissati, con una diminuzione del 42% del numero dei morti sulla strada nel periodo di riferimento, in linea con la media europea.

Anche per le linee strategiche con orizzonte 2020 il riferimento principale è costituito dai documenti programmatici della Commissione Europea, che ha ribadito, nel “Libro Bianco sulla politiche dei trasporti” per il periodo 2010-2020, come la riduzione del numero di vittime di incidenti stradali sia considerata un aspetto chiave per il miglioramento delle prestazioni dell’intero sistema di trasporto e per rispondere ad attese e necessità dei cittadini. Gli orientamenti programmatici della CE sulla sicurezza stradale per il periodo 2011-2020, sono stati definiti sulla base dei risultati ottenuti con il Terzo Programma di Azione sulla Sicurezza Stradale 2001-2010.

La Commissione Europea considera prioritari i seguenti sette obiettivi:

  • migliorare la formazione e l’educazione degli utenti della strada;
  • rafforzare l’applicazione delle regole della strada;
  • migliorare la sicurezza delle infrastrutture stradali;
  • migliorare la sicurezza dei veicoli e promuovere l’uso degli equipaggiamenti di sicurezza (cinture, indumenti protettivi);
  • armonizzare e applicare tecnologie per la sicurezza stradale, quali sistemi di assistenza alla guida, limitatori (intelligenti) di velocità, dispositivi che invitano ad allacciare le cinture di sicurezza, servizio e-Call, sistemi veicolo-infrastruttura;
  • migliorare i servizi di emergenza e assistenza post-incidente, proponendo una strategia d’azione organica per gli interventi in caso di gravi incidenti stradali e per i servizi di emergenza, nonché definizioni comuni e una classificazione standardizzata delle lesioni e dei decessi causati da incidenti stradali al fine di fissare obiettivi di riduzione degli stessi;
  • tenere in particolare considerazione gli utenti vulnerabili quali pedoni, ciclisti e gli utenti di veicoli due ruote a motore, anche grazie a infrastrutture più sicure e adeguate tecnologie dei veicoli.

La CE ha confermato anche per il decennio 2011-2020 l’obiettivo di dimezzare il numero di morti su strada. Gli Stati Membri sono incoraggiati a contribuire al raggiungimento di tale obiettivo attraverso l’elaborazione di strategie nazionali sulla sicurezza stradale.

La Commissione non vincola gli Stati Membri ad assumere lo stesso obiettivo proposto in termini di riduzione del numero di vittime di incidenti stradali, ma suggerisce che ogni Stato definisca un proprio obiettivo in termini di riduzione del numero di morti o di tasso di mortalità, in base a valutazioni condotte a livello nazionale.

Sulla base dei risultati raggiunti negli ultimi anni e delle indicazioni della Commissione Europea, l’obiettivo generale del presente PNSS Orizzonte 2020 è il dimezzamento dei decessi sulle strade al 2020 rispetto al totale dei decessi registrato nel 2010.

L’approccio del PNSS Orizzonte 2020 prende a riferimento sia quanto realizzato in Italia con il PNSS 2001-2010, sia le più importanti esperienze condotte a livello internazionale, in Europa e al di fuori di essa.

Si è fatto particolare riferimento ai risultati dei numerosi progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea, che hanno delineato metodologie, strategie ed interventi per un più efficace ed efficiente processo di miglioramento della sicurezza stradale, così come agli scambi di esperienze condotti in vari luoghi di confronto internazionali, nei quali l’Italia è rappresentata. L’intento è garantire uno standard qualitativo rapportabile a quello dei Paesi più avanzati nella gestione della sicurezza stradale (Nord Europa, Nord America, Australia).

In particolare, i risultati dei più importanti progetti europei, quali SafetyNet, ROSEBUD, DaCoTa, PNSS, sono stati utilizzati come riferimento per gli aspetti metodologici del Piano.

Il progetto SafetyNet, che ha creato l’Osservatorio Europeo della Sicurezza Stradale (ERSO – www.erso.eu), è stato preso a riferimento per il miglioramento del sistema di raccolta dati. Il progetto ROSEBUD è stato preso a riferimento per ciò che riguarda la valutazione degli impatti e dei risultati degli interventi.

Il modello gerarchico elaborato nel Programma europeo di ricerca SUNflower è stato adottato come riferimento principale per la definizione della strategia del Piano. Il modello (così come riportato nella Figura A) è rappresentato con un sistema piramidale su cinque livelli. Obiettivo principale (primi due livelli) è la riduzione dei costi sociali e degli effetti dell’incidentalità (numero di morti e feriti). Al terzo livello vi sono gli indicatori di prestazione della sicurezza (Safety Performance Indicators) che rappresentano le condizioni operative del sistema. La base della piramide è definita dal livello relativo a piani, programmi e interventi adottati a favore della sicurezza e dal contesto di riferimento, rappresentante la struttura e la cultura del Paese. Gli elementi presenti alla base del modello influenzano le prestazioni rappresentate nei livelli superiori.

In tale ottica il PNSS Orizzonte 2020 pone particolare attenzione al sistema di gestione della sicurezza stradale, sulla base delle più innovative esperienze internazionali. Il sistema di gestione permette di definire il focus sui risultati desiderati e le funzioni che permettono di raggiungerli (es. allocazione dei fondi, coordinamento delle parti interessate, monitoraggio dei risultati, sviluppo di basi di conoscenza, ecc.).

Il PNSS Orizzonte 2020 stabilisce gli obiettivi per i diversi livelli della piramide in termini di:

  • obiettivi generali di riduzione della mortalità totale;
  • obiettivi specifici, per categorie di utenza a rischio;
  • obiettivi relativi alle prestazioni di sicurezza del sistema stradale (Safety Performance Indicators);
  • obiettivi relativi al monitoraggio dell’implementazione del PNSS Orizzonte 2020.

Gli obiettivi specifici, che contribuiscono al raggiungimento di quello generale, sono intesi come riduzioni del numero di morti per determinate categorie di utenza. Ve ne sono, infatti, alcune che manifestano particolari criticità, con livelli di rischio più elevati di altre. La definizione di obiettivi specifici consente di concentrare le azioni di contrasto su categorie di utenza a maggior rischio e, allo stesso tempo, di monitorare più precisamente gli effetti delle azioni realizzate su tali categorie.

Vengono definiti anche gli obiettivi intermedi, che costituiscono delle milestone per verificare il progresso verso gli obiettivi finali ed eventualmente poter rimodulare le azioni da intraprendere per il loro raggiungimento.

Il PNSS Orizzonte 2020, inoltre, stabilisce un ulteriore principio guida nell’azione di miglioramento della sicurezza sulle strade per una categoria particolarmente importante dal punto di vista sociale: i bambini. Il Piano adotta la vision di lungo termine “Sulla strada: Nessun bambino deve morire”.

Per raggiungere gli obiettivi fissati, il PNSS Orizzonte 2020, oltre a individuare opportune linee strategiche di contrasto, indirizzate a rimuovere o mitigare i fattori di rischio associati alle categorie di utenza più colpite, pone particolare attenzione sul miglioramento del sistema di gestione della sicurezza stradale. Di particolare importanza sono le attività rivolte:

  • al miglioramento del sistema di raccolta e trasmissione dei dati d’incidentalità;
  • alla creazione di strutture dedicate al monitoraggio della sicurezza stradale e alla elaborazione di piani e programmi efficaci ed efficienti;
  • alla creazione di un Osservatorio Nazionale della Sicurezza Stradale, sul modello di quello europeo ERSO, mirato all’analisi e alla diffusione di dati, conoscenze, strumenti e informazioni sulle migliori pratiche condotte in ambito nazionale ed internazionale;
  • allo stanziamento di adeguati finanziamenti per la realizzazione delle misure indicate dal Piano.

Il mancato verificarsi di alcune condizioni può, naturalmente, influenzare negativamente il raggiungimento degli obiettivi.

Stante l’orizzonte temporale pluriennale, il Piano è da intendersi come un documento dinamico, le cui indicazioni potranno essere aggiornate nel caso in cui evoluzioni non prevedibili del sistema di mobilità portino a scostamenti fra i risultati reali e quelli attesi. A ciò mira l’attenta azione di monitoraggio dei risultati prevista dal Piano stesso.